martedì 16 dicembre 2008

ArtsBlog pubblica un articolo su Simone Capriotti e (LAB)irinti

Artsblog.it ha pubblicato un breve articolo su Simone Capriotti, le sue opere e la rivista (LAB)irinti dal titolo: Le maschere grottesche di Simone Capriotti, tra sogno e realtà. Potete leggere l'articolo qui

lunedì 15 dicembre 2008

(LAB)irinti intervista l'artista Claudio Bindella

- Si presenti con una breve biografia...
Ho 41 anni, 2 fratelli maggiori, 1 compagno da 10 anni che è anche un grande amore, 1 mamma adorata, 2 nipotine stupende, e 2 simpatiche cognate, qualche buon amico e amica. E questo per il lato familiare, ah si, vivo a Milano ma le mie origini sono venete (ci tengo anche perché nell’antica contesa linea-colore io sto decisamente coi veneziani). Disegno da quando andavo all’asilo, ma “faccio sul serio” solo da 7, 8 anni. Sono un fanatico dell’arte, ho una marea di libri sull’argomento, mi interessa tutto, l’arte antica come quella moderna.
- Qual è la sua attività di tutti i giorni?
Diciamo che sto lavorando per diventare artista a tempo pieno, non è facile ma ce la metto tutta...
- Che cosa la ispira?
Sembrerà strano ma sono spesso i libri di saggistica, soprattutto filosofia e antropologia, i testi di Umberto Galimberti per esempio sono stati il punto di partenza per quasi tutti i quadri del 2005, oppure più di recente i testi del filosofo e sinologo Francois Jullien.
- Cosa vuole comunicare?
Un modo operativo innanzitutto: processuale direi; un modo che io applico all’arte ma che ritengo fondamentale in mille altri ambiti; una prospettiva anti-idealistica ed anti-progettuale: la necessità di una visione libera ed aperta, capace di valutare gli elementi in gioco nella loro immanenza senza pregiudizi e idee precostituite, per operare le scelte più giuste. E poi la capacità di tenere insieme cose apparentemente contrapposte, come per esempio la saggezza cinese e la cultura europea di appartenenza per l’appunto.
- Come ha scoperto la sua passione per l’arte?
Ho sempre vissuto in un mondo un pò mio, e non riesco a stare un giorno senza progettare qualcosa: io e l’arte ci siamo incontrati molto presto.
- Che rapporto c'è fra lei e le sue opere?
Sono parti di me, e mi piace quando prendono la loro strada, mi piace saperle in altre case, spero amate da,altre persone.
- Ci parli delle sue tecniche e i materiali usati...
I 3/4 della mia produzione sono olii su tela, amo l’olio, la sua corposità, mi piacciono i colori saturi e caldi, per cui la scelta era naturale. La mia tecnica è molto cambiata nel tempo, i quadri del 2005 sono realizzati con velature successive di colore, i mie riferimenti erano classici: Pontormo o Tintoretto rivisti in chiave personale e moderna; nel 2006 ho preferito una realizzazione più immediata facendo anche colare il colore sulle tele, c’era l’esigenza che il caso entrasse nella realizzazione dell’opera; nel 2007 ho spinto all’estremo questa tendenza, ed ho sviluppato una sorta di dripping figurativo: quasi tutti i ritratti di quell’anno sono realizzati lanciando il colore da breve distanza, senza mascheratura, e senza toccare mai la tela col pennello. E quindi oggi e la produzione di quest’anno, dove spesso mischio i vari elementi facendoli convivere anche nello stesso quadro. Forse la novità più interessante di quest’anno sono stati però i collage e i dipinti su foto, una cosa che mi incuriosisce molto. Il tutto si può probabilmente leggere in una tendenza a mischiare i vari elementi siano essi stilistici o materiali.
- Ha già esposto le sue opere in una galleria d’arte?
Ho esposto in una galleria e ed in una fiera di arte giovane. La promozione non è proprio il mio forte, una natura timida ed introversa non mi aiuta sicuramente, e poi sinceramente non faccio molto in questa direzione, non so se sia ancora la strada giusta da seguire.
- Quali sono i suoi riferimenti nel contemporaneo e nel passato?
Beh, a qualcuno ho già accennato, diciamo i colori del Pontormo, le inquadrature dI Tintoretto, le composizioni de El greco, ultimamente mi piace molto il primo ‘700, Gb.Tiepolo, F.Guardi con i suoi guizzi, poi Hokusai e Turner, e nel ‘900 Bacon. Oggi sono molti gli artisti che mi piacciono: W.Kentridge, J.Saville ... veramente sia nel presente che nel passato dovrei fare cento altri nomi almeno.
- Vede uno sviluppo nella sua produzione recente? In che direzione?
Facendo anche solo un’analisi di ciò che ho fatto dal 2005 ad oggi, vedo un costante cambiamento di tematiche, di tecniche, e sì, ... nella produzione del 2008 vedo la necessità di far come emergere le immagini da una materia magmatica e confusa, un buttare tante cose nel pentolone per vedere se la schiuma prende una forma intellegibile magari rivelatrice. E’ anche vero che spesso quando riesco a tirare le fila sulla produzione di un determinato periodo è perché quella fase è prossima alla fine ed una nuova se ne prospetta, ma questo è un argomento ancora prematuro.
- Crede che abbia ancora senso, nei giorni confusi che viviamo, chiedere all'opera d'arte un significato?
Mi è capitato di affrontare temi sociali come Abu Ghraib, i Dico, L’Aids, .. ma si è trattato più di una esigenza personale, emotiva prima che razionale; come accennavo prima credo che il significato di quello che faccio vada cercato nel modo più che ai contenuti.
- Pensa di avere, come artista, un compito?
Di portare la mia visione, che è quella di un mondo colorato e armonioso, libero e coraggioso? Perchè no? La verità è che creare è per me prima di tutto un’esigenza, paragonabile all’istinto sessuale finalizzata alla ri-produzione artistica.
- Ci Parli del lavoro/i che le ha dato maggiori soddisfazioni e che ritiene il suo biglietto da visita…
Ohi ohi, vado a periodi, ora amo molto Ritratto giallo, ci sono molti degli elementi che mi sono cari, c’è un ragazzo dai colori scuri, forse nord-africano, con un bel sorriso timido e sincero, il quadro è realizzato lanciando il colore, ovvero c’era un’idea che si è adattata a quello che il lancio casuale dei colori ha contribuito a creare.
- Si sente escluso o partecipe dell'attuale società artistica?
Io sono felice di creare, e quasi sempre questo mi basta. Evidentemente non ho nessuna influenza e peso nel mondo artistico: sono pochi, pochissimi a tirare le fila, o a essere tirati, ... se poi ci aggiungiamo che l’Italia è la provincia della provincia in questo, beh. Mi sento escluso ed indifferente. Leggo fin troppo chiaramente le regole del mercato artistico che in tutta sincerità non so se desidero esserne parte: i miei obiettivi sono altri.
- Ritiene che sia la televisione a condizionare la gente o viceversa?
Non ne ho idea!
- Cosa pensa dei mass-media moderni (internet, email, ecc..) nell'ambito artistico?
Hanno chiesto dei miei quadri persone negli Stati Uniti, in Europa, in Sud Africa, beh questo è fantastico ... come sarebbe stato possibile altrimenti? Ho trovato dei miei quadri (senza indicazione dell’autore aihme!) in altri photostream di flickr, ... mi piace che le immagini che ho creato circolino, si diffondano, è la più grande soddisfazione. Rimango magari un pò deluso quando vedo che le cose più viste non sono quelle che io reputo di maggior valore, ma magari quelle in cui ci sono nudi, ma vabbè, ... una cosa che faccio sempre è guardare google analys per vedere da quali parti del mondo guardano il mio sito www.claudiobindella.it, è un gioco puerile, poi dico al mio compagno: ”vai, ho il Cile!”, quando avrò la Kamcatka sarò felice.
- Qual'è il suo prossimo progetto artistico?
Ho un 5, 6 progetti al giorno, di solito il giorno dopo fortunatamente ne sopravvive solo uno che probabilmente non arriva a fine settimana: il mio progetto è di continuare a progettare ma poi di seguire l’istinto e l’impulso del momento, di cercare di avere una visione ampia, capace di
non fissarsi su nulla in particolare.

Ringraziamo Claudio per averci dedicato il suo tempo per questa intervista

foto prese dal suo spazio flickr: http://www.flickr.com/photos/claudiobindella/
Sito/blog: www.claudiobindella.it

venerdì 12 dicembre 2008

(LAB)irinti intervista l'artista Marco Pedrana

- Si presenti con una breve biografia...
Mi chiamo Marco Pedrana, ho 32 anni, faccio cose. Ho cambiato parecchi mestieri, non ho frequentato l'università dopo il liceo, ho sempre disegnato. Sono principalmente un disegnatore. Mi piacciono le storie e quindi a un certo punto le studio. ho fatto l'illustratore e lo storyboarder per lo più in pubblicità. Alcuni miei fumetti sono pubblicati su riviste. Da qualche anno dipingo a tempo pieno. Quando non trovo una scusa per fare altro. Sono finalista al Concorso Internazionale di Strade del Cinema, sezione pittura 2008 ospitato ad Aosta e ho una personale, dal titolo Fabliaux du demi-Sommeil, in corso (dicembre 2008) presso il sito di Villa Schneider a Biella.
- Qual è la sua attività di tutti i giorni?
Mi alzo tardi; non mi piace, ma sono spesso stanco il mattino; in una buona giornata riesco anche a dipingere un paio d'ore prima di pranzo. Diversamente, mi informo, leggo le notizie. In genere non riesco ad essere concentrato su un lavoro per più di quattro, cinque ore al giorno: in queste dipingo, disegno, a volte scrivo a volte mi invento qualche lavoro. Il resto della giornata lo occupo a casaccio, leggendo, suonando, passeggiando o correndo. Cerco di avere sempre tempo libero.
- Che cosa la ispira?
Il disordine nella natura, perché suscita l'osservazione e la ricerca di schemi. Le emozioni o i turbamenti, buoni o cattivi, perché creano sogni con immagini che mi rimangono al mattino.
- Cosa vuole comunicare?
In generale nulla. Questo o quello di volta in volta. Probabilmente una certa partecipazione alle cose che guardo. Di certo non lascio fuori me stesso da quello che faccio, ma cerco di evitare generalizzazioni.
- Come ha scoperto la sua passione per l’arte? Da dove nasce per lei il fare arte?
Ho sempre avuto in particolare il piacere per le immagini. Ora credo però che sia solo espressione di un più generale piacere nei confronti degli schemi, delle storie, dei movimenti... Questo è un argomento vastissimo ma mettiamola così: tutto è in qualche modo una storia, in quanto ha un prima un durante e un dopo; una causa, un conflitto, una momentanea risoluzione e il bello è che tutte e tre le cose le identifichiamo più o meno arbitrariamente. Fin da bambino piccolissimo amo le storie e le cerco. Uno degli aspetti dell'arte, in generale, è proprio l'interazione con quelli elementi, il definirli, il concatenarli. Nel mio caso, nel segno, nel tratto, con cui gioco da quando tengo una matita in mano.
- Che rapporto c'è fra lei e le sue opere?
Ci fatico parecchio, mi esauriscono, nella realizzazione. Studio parecchio la composizione e le ragioni di esse e non tutte le idee lasciano il tavolo da disegno. Tuttavia sono molto incostante e impaziente nella progettazione, studiando magari a fondo una parte e trascurando del tutto
un'altra. Lasciando che un po di disordine filtri nel lavoro. Mi è necessario per non perdere un contatto con l'idea iniziale, per mantenere il lavoro fresco. Durante il lavoro poi penso e ripenso su tutto quanto faccio, da una parte per evitare deviazioni d'intento rispetto all'originale, dall'altra per trovare le soluzioni più efficaci che prima non ho visto. Purché la cosa alla fine funzioni... Non sono mai soddisfatto dei lavori finiti, ma se ho dato il massimo che potevo, nonostante il fatto che voglia andare oltre, rimango affezionato ad essi, perché mi ci rivedo, in piccola o larga parte.
- Ci parli delle sue tecniche e i materiali usati...
Per i dipinti, olio, per lo più. Ogni tanto acrilico e olio, può capitare che ci vadano di mezzo grafite, gessi, carta, inserti di stoffa. Ma solo se ho delle ragioni particolari. Dipingo su tavola che impermeabilizzo e preparo e tela. Preferisco la tela, ma, anche qui, dipende dal lavoro.
- Ha già esposto le sue opere in una galleria d’arte?
No, inizierò a gennaio la ricerca di una galleria.
- Quali sono i suoi riferimenti nel contemporaneo e nel passato?
Principalmente la produzione rappresentativa, figurativa. Non ho riferimenti concentrati in un dato momento. Ho trovato che a studiarli, anche gli autori che a prima vista non mi piacciono hanno un'enormità di... cuore? O perlomeno di cose da insegnarmi. Vale per qualsiasi disciplina, a partire dalle incisioni rupestri fino adesso. Tuttavia, mi interessano di meno le arti concettuali,
informali. Immagino che per cultura ed esperienza siano lontane dalla mia realtà. E dove non vedo rappresentazione, e sono io a mettere una storia nell'opera, beh, mi stanco.
- Vedi uno sviluppo nella sua produzione recente? In che direzione?
Sì, mi sono più chiare e precise, di volta in volta le cose che voglio imparare. In generale però posso dire che mi sento anche più libero di semplificare certe cose in favore dell'espressività. Ovvero ci sono lavori nei quali voglio più raccontare che dipingere, e in essi sto imparando a sintetizzare.
- Crede che abbia ancora senso, nei giorni confusi che viviamo, chiedere all'opera d'arte un significato?
Credo che in questa aspettativa ci sia un fraintendimento. L'opera della creatività, rivolta alla comprensione del mondo, anzi all'avere a che fare, al relazionarsi col mondo, è parte dell'essere umano. Che poi essa abbia di volta in volta nella Storia un valore aggiunto, illustrativo o rappresentativo, soprattutto strumentale alla veicolazione di un dato e concordato messaggio, significato, beh è secondario. E' una questione di accordo tra le parti coinvolte: il committente, l'artista e lo spettatore. Queste tre funzioni spesso si sovrappongono fra loro. Ma indipendentemente da questo il fare è un nesso chi fa e la sua realtà. il prodotto stesso è secondario. Mica l'ho inventato io che il "fare e disfare è il bello del giocare". Ad ogni modo, l'appiccicare necessariamente un significato univoco a un opera d'arte non è cosa che mi riguardi.
- Pensa di avere, come artista, un compito?
No.
- Ci Parli del lavoro/i che le ha dato maggiori soddisfazioni e che ritiene il suo biglietto da visita…
Come pittore ci sono un paio di quadri a cui sono legato particolarmente: uno della serie dei Fabliaux, con due cani che si azzannano in uno scenario di una favola che non esiste; io che guardo, in qualche modo capisco che si tratta di una rappresentazione favolistica, ma la morale mi sfugge. Ed è questo il centro del quadro e della serie. Poi alcuni ritratti, La Donna con il Garofano Rosso, altri... Per ragioni personali, ritratti quieti. E il quadro Dopotardi, perché sta in equilibrio tra la mancanza di giudizio, di morale, di direzione e il ritratto specifico. Sono particolarmente affezionato anche a ad alcune strisce a fumetti che faccio per occasioni personali e a una sceneggiatura che ho scritto per un cortometraggio
- Prevalentemente qual'è il suo ambito di interesse artistico?
Il disegno, l'illustrazione e la pittura. Scrittura e
musica sono altrettanto importanti nel mio tempo ma per scelta e capacità non ne faccio la mia professione.
- Si sente escluso o partecipe dell'attuale società artistica?
Escluso: non ho le forze per partecipare a un dibattito che trovo fin dalle premesse insensato.
- Ritiene che sia la televisione a condizionare la gente o viceversa?
Beh immagino che sia reciproco: gli spettatori chiedono il particolare tipo di intrattenimento che premiano con gli ascolti. La televisione ne guida il continuo apparente rinnovamento. Ma non ho una televisione dal 2000 credo...
- Cosa pensa dei mass-media moderni (internet, email, ecc..) nell'ambito artistico?
Non penso nulla di essi nell'ambito artistico: sono media, mezzi di comunicazione. sono strumenti usati più o meno creativamente, più o meno proficuamente. a volte inventano e alimentano il bisogno di se stessi. A me sono utili per evitare le code in banca e sono dannosi per le distrazioni che mi danno. Tutto qui.
- Qual'è il suo prossimo progetto artistico?
Ho una dozzina di immagini allo stadio di progettazione sul mio tavolo da disegno e un paio in cantiere, all'interno di una mostra sulle favole senza morale di cui ho parlato, per la prima metà dell'anno prossimo, e una partecipazione al progetto di Gemini Muse 2009, organizzato dall'Archivio Giovani Artisti con un'opera sul tema dell'affresco, se così si può dire.

Ringraziamo Marco per averci dedicato il suo tempo per questa intervista

foto prese dal suo spazio flickr: http://www.flickr.com/photos/marcopedrana/
Sito/blog: http://aheadfordinci.blogspot.com/


Inserito originariamente da ilminotauro

face of desire


face of desire
Inserito originariamente da claudio.bindella

scissione (cleavage)


scissione (cleavage)
Inserito originariamente da cicipeis

transfusionami


transfusionami
Inserito originariamente da web robbe

estremo nuotatore


estremo nuotatore
Inserito originariamente da web robbe

reggilibri


reggilibri
Inserito originariamente da luigi_ricca

avanzo


avanzo
Inserito originariamente da luigi_ricca

martedì 30 settembre 2008

Rivista (LAB)irinti numero 0

giovedì 25 settembre 2008

contraddizioni


contraddizioni
Inserito originariamente da web robbe



Inserito originariamente da ilminotauro

'o cielo


'o cielo
Inserito originariamente da web robbe

lunedì 14 luglio 2008

marco pedrana (In faccia alla notte)


In faccia alla notte
Inserito originariamente da marco pedrana